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Su Grisignana in generale

Grisignana deve probabilmente il suo nome al posizionamento su una collina rocciosa, in latino chiamata Grisium, da cui proviene l’antico nome Graeciniana, cioè Grisignana. Si trova a 289 metri sopra il livello del mare e offre una splendida vista sulla valle del fiume Quieto a sud, mentre a est la vista si estende su Montona e sul Monte Maggiore. A ovest la vista sorge fino al mare. Da nord e nordest GRISIGNANA è circondata da colline più alte che ospitano i villaggi di Vetta Romana e Peroi, cioè Pértici e Calcini

Fin dall’inizio dell’amministrazione veneziana, GRISIGNANA possedeva un proprio fondaco, ovvero un magazzino per i cereali e la farina che per l’area di Grisignana era di grande importanza nei tempi di scarsità (kareštija in dialetto istriano). Fino ad allora i contadini della zona circostante macinavano il proprio grano in due mulini gestiti dallo stato e in una serie di minori mulini privati situati sugli affluenti del Quieto 

 

 

 

 

Indipendentemente dalle proprie origini indubbiamente romane, nella storia scritta Grisignana viene ricordata come castello,la cui sagoma resta ancora riconoscibile.

La città aveva due porte: la porta Maggiore e quella Minore. La Porta Maggiore esiste tutt’oggi e nel passato era fornita da un ponte levatoio, parte delle mura di difesa che proteggevano il castello dai nemici esterni. La porta Piccola situata sul lato occidentale non è stata mantenuta, ma rimane qui il pilastro veneto su cui oggi sventola la bandiera del comune.

La distribuzione delle case è tipicamente medievale, e gli stili dominanti nella costruzione che si possono ammirare su alcuni edifici rappresentativi sono il rinascimentale (la loggia cittadina) e il barocco (il Duomo dei ss. Vito, Modesto e Crescenzia). Fin dalla sua fondazione nell’età feudale, la cittadella di Grisignana e il suo territorio erano principalmente focalizzate sulla produzione agricola e sull’allevamento del bestiame, e dopo l’arrivo di Venezia al commercio del legno e alla pesca. Grisignana era considerata un luogo costiero fino al XIX secolo. Vi riuscivano meglio le colture di cereali, le viti e gli olivi.

L’area di Grisignana abbondava di pascoli su cui venivano allevate mandrie di bestiame, e numerosi prati da pascolo venivano dati in affitto ad allevatori stranieri. Venivano allevati anche animali piccoli come pecore, capre, maiali e pollame. Il porto di Bastia era per Grisignana di grande importanza. Esso serviva per il trasporto dei propri prodotti agricoli e del legname all’Arsenale di Venezia, e per l’importo di una varietà di prodotti commerciali portati dai mercanti da varie parti del mondo.

Tra gli artigiani grisignanesi spiccavano mugnai, panettieri e venditori di pane, macellai. I fabbri lavoravano quando era necessario. La prima locanda pubblica aprì nel 1358. Dopo l’ultima epidemia di peste nel 1630, l’area di Grisignana fu abitata da artigiani provenienti dalla Carnia - muratori, scalpellini, sarti, calzolai, birocci ed altri.

Il XVIII secolo fu molto importante per l’agricoltura grisignanese poiché le autorità veneziane incoraggiavano lo sviluppo della viticoltura e olivicoltura, come dimostrato dai dati che testimoniano l’ottima qualità del vino, specie quello rosso destinato al mercato, e dai dati sul numero dei frantoi nell’area grisignanese che, secondo la necessità, variava da 5 (nel 1781) a 8 (nel 1796).

L’agricoltura, l’allevamento e l’artigianato, collegati al commercio tramite il porto di Bastia, erano le attività economiche dominanti nella zona di Grisignana fino all’irruzione delle relazioni capitaliste nella produzione, e perfino durante la loro esistenza. 


Il capitalismo ha causato la completa pauperizzazione della popolazione contadina e la creazione di un sottile strato di ricchi proprietari terrieri rurali, causando così un ingente indebitamento dei contadini. Con lo sviluppo della produzione di merci, la modernizzazione dei trasporti e della connessione e con l’incremento degli scambi, si sviluppano anche la borghesia media e quella urbana, e bisogna quindi menzionare la costruzione della ferrovia istriana che collegava Divaccia a Pola.

La ferrovia è stata messa in servizio nel 1876. La costruzione della Parenzana era significativa a livello locale. La ferrovia a scartamento ridotto, messa in traffico nel 1902, collegava Trieste e Parenzo, e nella zona di Grisignana attraversava Grisignana, Castagna e Piemonte d’Istria. La Parenzana ha contribuito all’aumento dello scambio delle merci migliorando così le prospettive dei produttori agricoli, dei commercianti locali e degli artigiani. Molti hanno trovato così il loro primo lavoro. 


Soprattutto se comparassimo questo periodo a quello prima della guerra, la Prima guerra mondiale e l’inizio del governo fascist in Italia influenzarono negativamente lo sviluppo di Grisignana e dei dintorni, nel senso politico (l’abolizione delle istituzioni del processo decisionale democratico e la permanentemente perdita dell’identità nazionale della popolazione slava), ma anche in termini economici (togliendo il suolo ai piccoli proprietari e contadini ad aste pubbliche, il grande indebitamento dell’agricoltura e l’introduzione di privilegi economici su base politica).

 



La caduta del fascismo in Italia l’8 settembre 1943 significava per l’Istria l’inizio della rivolta armata contro il nazismo che sul suolo istriano ha resistito fino al definitivo crollo nel maggio 1945. La popolazione della zona di Grisignana si è impegnata direttamente nella lotta contro il nuovo occupatore istituendo il 9 settembre 1943 il battaglione partigiano grisignanese. Dopo la liberazione nel 1945, nascono per i territori di Grisignana nuovi problemi. Le circostanze internazionali e nazionali, sostenute dalla creazione di un nuovo stato jugoslavo dopo la II. Guerra mondiale, causano nell’area di Grisignana un esodo della popolazione mai visto prima, paragonabile alle numerose epidemie di peste che, a partire dal XIV secolo in poi, travolsero più volte GRISIGNANA e i suoi dintorni.

Grisignana è oggi Città degli artisti, fondata nel 1965. Dal 1969 in essa opera il Centro culturale della Federazione internazionale della gioventù musicale, cioè l’odierno Centro culturale internazionale della gioventù musicale croata. La loro attività cambiò notevolmente l’importanza di Grisignana e ne fece una destinazione artistica e culturale riconosciuta su scala mondiale. GRISIGNANA e suoi insediamenti maggiori (Castagna, Piemonte d’Istria, Antonzi, Macovazzi, Sterna, Cuberton, Vergnacco e parte delle Terre Bianche) formano oggi il Comune che nel 1993 fu fondato nuovamente.

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